La parola può trasformare un paesaggio

A ottobre 2025, in concomitanza con il design di un report di progetto, il Settore Progetti Europei del Comune di Cesena mi ha invitato a fare un primo intervento di poster art per nove pensiline installate in Via Pier Maria Caporali, zona sud della città. Questa prima serie di manifesti 140×200 cm inaugura una “open art gallery” come intervento urbano proposto dal gruppo di lavoro – composto da cittadine e cittadini – insieme ad altre azioni, finanziate dal progetto europeo Cities@Heart, al quale la città di Cesena ha partecipato con un percorso di analisi e raccolta dati sulla riqualificazione del centro storico della durata di un anno.

Per la tipologia di co-progettazione che precede la nascita di questo intervento visivo e sulla base delle indicazioni fornite dalla committenza, ho scelto di guardare ai nove manifesti come a un’installazione unica. Un leporello a grande formato che raccontasse, attraverso le immagini fotografiche, la storia di quella porzione di paesaggio urbano. Mi sono quindi affidata alla poesia visiva e alla composizione grafica per innescare una lettura su due livelli che evocasse l’elemento urbano del fiume che prima scorreva al posto della via tombinata negli anni Trenta. Tra immagini storiche e narrazione, chi guarda può scegliere se addentrarsi nel racconto oppure fruire della serie di immagini nella sua totalità.










La parola può trasformare un paesaggio
così come l’acqua scava l’alveo di un fiume
Cesena dà nome al Cesuola?
Oppure è la Cesuola,
su cui la città cresce,
a nominarla?
(Lei? Lui?)
Un corso d’acqua è come una lunga frase
pronunciata per far esistere
Le parole fluiscono
è liquido il suono che entra nelle nostre orecchie
e fuoriesce dalla nostra bocca
Allora un fiume è come uno sciame di parole
che da sole non significano niente
ma insieme danno forma alla città
Se ascolti con attenzione puoi sentirle
scivolano sotto le lastre di pietra
come se fossero acqua
Scorrono scavano e danno forma a un paesaggio
così appare una nuova strada
La città cambia mentre proviamo a descriverla
Un corso d’acqua che non vediamo più
non è un corso d’acqua che non esiste
se lo nominiamo
Si trasforma il paesaggio
al lento scorrere delle nostre parole
che sono ricordi, dubbi e desideri
La nostra visione della città
[Testo di Deborah Mosconi]
Si ringrazia Bruno Giordano dell’Ass. Cesena di una volta per le fotografie storiche e il materiale documentale.
Fonte bibliografica: “La Giula, il rio della città” di Chiara Dall’Ara










